Annamaria Bellinello

 

Annamaria Bellinello

Diploma di  specializzazione all’insegnamento per i ragazzi  diversamente  abili  (ANSI,  Università Cattolica e Istituto  G. Tarra di Milano) conseguito dopo l’abilitazione all’Istituto Magistrale. L’attività professionale inizialmente svolta in  qualità di  insegnante  di  sostegno, si e’ poi  sviluppata all’interno delle  classi, articolando proposte concrete di “lavoro partecipato”, suscitando interesse e conoscenze sperimentabili con l’attività  pratica. Nel percorso didattico delle materie  scientifiche,  la passione e la  curiosità per  il  baco da seta, si  sono  espresse anche con l’allevamento del Bombyx mori in ambito scolastico. La competenza maturata sul  fronte educativo/formativo,  porta all’ideazione di un  Progetto Interdisciplinare per le  Scuole : “La magia del baco da seta”.  L’elaborazione si attua in primavera,  scandita con incontri settimanali. Numerose le  collaborazioni  con Enti pubblici riguardanti l’allestimento  di  mostre, presentazioni e conferenze sul Bombyx mori. All’attivo due libri: “BACO, CHE PASSIONE! Il filo sottile di una lunga storia” e,  in fase di pubblicazione:  “SETA, l’antico materiale del futuro”.



MOSTRA

Il baco da seta, primo tessitore della storia

La mostra ha lo scopo di far rivivere una memoria storica forse dimenticata, portando il visitatore  ad osservare con curiosità le meraviglie che la Natura ci regala. I materiali esposti (bachi,  bozzoli, farfalle,  fili e matasse di  seta, tessuti e altro) aiutano a comprendere  chiaramente il processo della metamorfosi che compie il Bombyx mori per concludere l’intero ciclo vitale. In Italia il faticoso allevamento ha contribuito ad integrare le poche risorse del  mondo contadino sino ai primi del ’900. Come è noto la sua storia è iniziata più di cinquemila anni fa. La Via della Seta,  importante crocevia  per il commercio,  ha  contribuito a dare un  nuovo impulso  per lo sviluppo economico  tra Oriente ed Occidente,  promuovendo   lo scambio religioso, culturale e anticipando  quello che oggi chiamiamo  “globalizzazione”.




 

Annamaria Bellinello